OPERE E PROGETTI DI TSTUDIO

22 TSTUDIO, OPERE E PROGETTI
a cura di Guendalina Salimei

MEMORIA E INNOVAZIONE
24 MUSEO NELL’EX CHIESA DELL’ANNUNZIATA
Foligno, Italia
L’ex-Chiesa dell’Annunziata a Foligno progettata intorno al 1765 dall’architetto Murena, non fu mai terminata e molti furono gli usi impropri, fino al completo abbandono. L’edificio si configura come un “cantiere” del ‘700 che racconta la sua memoria, le tecniche costruttive dell’epoca e la spazialità della sua struttura originaria.
Un nuovo volume reinterpreta la forma originaria, completando così la deambulazione anulare al primo piano, con un ruolo di completamento della scatola muraria. Il nuovo volume durante le ore notturne, diviene una vera e propria “lanterna magica” rappresentando un segnale che racconta a Foligno la sua rinascita. A rendere possibile questa nuova vita concorrono altri elementi che, funzionali al miglioramento statico, sono occasione d’inserti di architettura contemporanea.

28 AUDITORIUM DELLA TECNICA
Roma, Italia
All’interno del Palazzo della Civiltà del Lavoro, si trova l’Auditorium della Tecnica, un Centro Congressi dotato di un grande foyer e di una sala convegni di 800 posti. Gli interni furono progettati dall’architetto Pierluigi Spadolini tra il 1971 e il 1974.
Il progetto fornisce una nuova energia al complesso conservando il pregio e il valore della struttura esistente, ma modernizzando l’impianto sia dal lato tecnico, attraverso un adeguamento normativo che prevede l’impiego di materiali innovativi e di qualità, sia dell’immagine globale. Partendo dal foyer, viene reinterpretato il carattere spaziale a doppia altezza della “struttura” ad alberi ripetuti attraverso l’uso di un nuovo materiale: l’acciaio. Il nuovo materiale genera una variazione della percezione spaziale, trasformando uno spazio, prima percepito come cupo, in uno spazio luminoso e dinamico.

32 SCUOLA AL CORVIALE
Roma, Italia
Il progetto di trasformazione della scuola di Corviale dona maggiore funzionalità alla scuola con una forte attenzione al risparmio energetico dando al complesso una nuova vita all’interno del quartiere. Il sistema costruttivo di prefabbricazione permette di intervenire sulla struttura esistente attraverso la sottrazione e lo spostamento di alcune parti e l’ampliamento di altre. Gli interventi previsti sono: la sottrazione di parti del solaio per creare un patio, la riorganizzazione del corpo centrale per introdurre un teatro di circa 200 posti, la costruzione di un nuovo volume per i laboratori, la riqualificazione di tutti gli spazi di connessione interni, delle sezioni, dell’area mensa e dei servizi annessi alla palestra, la riqualificazione dell’alloggio del custode per inserire un micro-nido, la valorizzazione delle facciate con l’introduzione di nuovi involucri e micro-serre ed infine la riqualificazione del giardino. L’introduzione del patio rende l’attuale area-atrio un luogo piacevole da utilizzare, migliora le prestazioni bioclimatiche e, grazie alle grandi pareti vetrate, rende più luminosi e gradevoli gli spazi che vi si affacciano.

36 ALLESTIMENTO DELL’EX CASERMA COSENZ
Gaeta, Italia
L’Ex Caserma Cosenz sorge lungo la via che collega la porta della città al centro storico di Gaeta, su un sito anticamente occupato dalla Chiesa di Santa Scolastica. Il progetto di riconversione mira a costituire un’istituzione museale in grado di porsi come polo di riferimento per la conservazione del patrimonio storico-culturale della città, volto ad istituire relazioni sinergiche con le altre realtà museali della Regione. La spazialità differente degli ambienti che si ritrova nei quattro livelli dell’ex- caserma, ha ispirato un diverso trattamento a seconda degli interventi: il museo demo-antropologico del mare al piano terra, l’archivio del centro storico al piano primo, una biblioteca al secondo piano, ed il terzo ed ultimo piano originariamente previsto per attività polifunzionali e di svago è stato rimosso dall’intervento e adibito a sede di un istituto navale.

38 UFFICI PRIVATI
Roma, Italia
L’intervento di ristrutturazione dello studio legale Pirola Pennuto Zei ha riguardato un imponente palazzo sito nel cuore di Roma, il Quartiere Nomentano.
L’intervento di ristrutturazione si pone l’obiettivo di riorganizzare lo spazio degli ultimi due livelli e la hall d’ingresso. Il progetto tende alla conservazione e alla valorizzazione del carattere dell’edificio storico e, seppur molto condizionato dalla sua conformazione spaziale rigida, trae da questi elementi una risorsa progettuale. Gli elementi fondamentali del progetto sono uno studio attento dei materiali e dei colori utilizzati sulla base del contrasto cromatico tra elementi chiari e scuri per rispettare la peculiarità del Palazzo, e un’organizzazione sistematica efficace della distribuzione funzionale degli ambienti

40 CASA PRIVATA
Poggio Catino (RI), Italia
La casa è organizzata seguendo il dislivello del terreno e anche il successivo ampliamento costituito da una piscina con la sua dependance determinano un secondo terrazzamento. Questo sistema favorisce da un lato i principi di basso impatto ambientale; dall’altro permette l’organizzazione spaziale intorno al cuore della casa, il patio, racchiuso e circondato dal volume dell’edificio, interamente integrato nel paesaggio.

LINEE D’ACQUA
42 CENTRO SERVIZI PORTO DI TARANTO
Taranto, Italia
Il recupero del molo S. Cataldo come Waterfront, si pone l’obiettivo di reintegrare la città di Taranto con il porto. Il Centro servizi polivalente è un edificio che si inserisce perfettamente nel contesto del molo, ponendosi come nuova “porta della città” sul mare. Il concept dell’edificio si fonda sull’idea di un’architettura che nasce dal suolo e si conforma come edificio percorso che permette l’articolazione in vari corpi di fabbrica. Sono due e sono pensati per creare un “paesaggio” nuovo, dinamico e percorribile; slittano e si sviluppano con un andamento sinuoso e organico, articolati attorno a degli spazi aperti attrezzati, un giardino mediterraneo e un Hortus conclusus.

46 PORTO MONUMENTALE DI NAPOLI
Napoli, Italia
II progetto di riqualificazione del Porto Monumentale di Napoli si estende dal Molo San Vincenzo al Molo dell’Immacolatella Vecchia e interviene sull’area di interfaccia tra porto e città antica sviluppando un complesso progetto urbano in grado di connettere parti diverse del fronte marino. Legando il lungo perimetro dell’area portuale di Napoli al centro monumentale della città, prevede, la creazione di un sistema di suolo denominato filtering line. Questo trasforma la separazione in scambio e in correlazione tra le risorse urbane e quelle portuali immaginando un forte nesso tra i luoghi notevoli della città e le diverse parti funzionali del porto.

50 DAO VIET ECO-CITY
Ha Long Bay, Vietnam
Il paesaggio è quello della laguna e l’acqua è l’elemento dominante. La città deve esaltare le caratteristiche del paesaggio, confrontarsi con il rapporto tra costruzione e acqua e deve rispettare le tradizioni
costruttive del luogo. Le strategie adottate dal progetto operano un’interessante sintesi tra il sistema del paesaggio originario, il terra-forming e il sistema tipologico tradizionale reinterpretato in chiave contemporanea. Il primo, sintesi tra clima, spazio e figuratività del progetto lavora con la modellazione del paesaggio e i suoi elementi caratterizzanti, combina l’interpretazione geometrico-plastica della topografia locale e delle sue caratteristiche geomorfologiche (il carsismo), ibridandole con strutture urbane presenti nelle città vietnamite.
Il secondo, invece, lavora sulla reinterpretazione tipologica dei tipi autoctoni, sia quelli le cui le soluzioni si sono evolute e affinate con il tempo come risposta ai problemi climatici, sia quelli le cui caratteristiche distributive si sono adattate ai modi di abitare e ai comportamenti sociali.

54 WATERFRONT MESSINA
Messina, Italia
Il progetto del nuovo Waterfront nell’area di Santa Cecilia ricerca intenzionalmente un rapporto con il lungomare storico, immaginando che una nuova politica urbanistica possa riportarlo alla qualità del passato. Il lungomare storico va restituito alla città come grande spazio pubblico e come promenade sul mare. Il nuovo Waterfront vuole connettersi a quello storico secondo un criterio di continuità degli spazi pubblici e dei percorsi pedonali ciclabili. Il progetto parte da una nozione di Waterfront come sistema infrastrutturale complesso, composto da più reti tra loro interconnesse: una rete dello spazio pubblico con percorsi pedonali e ciclabili che mette in relazione i due lungomare; una rete ambientale che, partendo dal nuovo parco urbano di progetto sulle aree ferroviarie dismesse, penetra nella città e si riconnette ai corridoi ambientali della zona Falcata e dei rilievi.

MACCHINE DA ABITARE
58 CHILOMETRO VERDE AL CORVIALE
Roma, Italia
L’intervento riguarda la ristrutturazione edilizia con cambio d’uso dei locali del piano riservato ai servizi dell’edificio di edilizia residenziale pubblica noto come “II Corviale” alla periferia di Roma.
Riqualificare il piano libero ha significato ricercare nuove forme innovative e condivise dell’abitare.
Dai sopralluoghi in loco è emersa l’esistenza di un fortissimo senso della “vicinidad”, ovvero alcune forme di vicinato divengono parte integrante del modo di abitare, grazie alla presenza di spazi privati divenuti pubblici. Questo fenomeno rappresenta una novità tipologica di auto-organizzazione, novità che si è inteso recuperare come elemento positivo per il nuovo progetto. Questo tema ben interpreta il carattere innovativo degli alloggi che rientra in un programma di sperimentazione legato all’uso condiviso, eco-sostenibile ed economicamente fattibile degli ambienti. Il piano libero diventa elemento di interruzione “positivo” nella vita dei residenti e “ossatura verde” dell’edificio. Per quanto riguarda lo studio dell’immagine esterna, il progetto mantiene il “Piano Libero” come elemento d’interruzione nella facciata e di rottura nella linearità dello stesso.

62 ALLOGGI SOSTENIBILI
Roma, Italia
L’intervento riguarda la costruzione di un fabbricato di social housing per diciotto alloggi in Via Pietro Bembo, laddove una decina di anni fa è stato demolito un fabbricato preesistente. Il progetto si incentra sulla elaborazione di una interrelazione spaziale tra tipi edilizi e morfologia dello spazio, tra spazi pubblici e luoghi dell’abitare, al fine di configurare una struttura tipologica che diviene referenza base per la definizione architettonica degli alloggi. Il nuovo edificio, che riprende dimensioni e volumetria del preesistente, è pensato con una forte attenzione alla sperimentazione fruitiva e percettiva e con un carattere energicamente sostenibile. L’intervento si propone di interpretare nuove strategie dell’abitare, puntando sulla mixitè, sulla flessibilità, sull’organizzazione di spazi comuni, sull’uso del colore e sulla adattabilità dell’alloggio ad esigenze diverse e mutevoli nel tempo.

66 SOCIAL HOUSING
Ceccano (FR), Italia
La ricerca di un’innovazione tipologica e del suo assetto organizzativo hanno determinato le scelte della proposta progettuale volte all’ ottimizzazione dei luoghi dell’abitare e alla rielaborazione qualitativa degli alloggi. Il nuovo edificio, che riprende le dimensioni di quelle indicate dal piano di zona è concepito per avere un inserimento ambientale idoneo con il contesto. La decisione di dividere il complesso in tre blocchi permette di avere scorci visivi sul paesaggio e di interrompere la linearità del complesso che assume un andamento spezzato. I tre blocchi sono collegati tra loro solo a partire dal primo piano da un percorso-ballatoio che, caratterizzato dalla presenza di una parete verde, smista tutti gli appartamenti.

68 QUARTIERE BIOSOSTENIBILE
Bratislava, Slovakia
L’intervento, ai piedi del castello, entra a far parte dello skyline dell’area più iconica della città, raffigurata in dipinti e fotografie. Il progetto del nuovo quartiere ecosostenibile, che si origina sul sedime delle demolizioni avvenute fra il 1948 e il 1967, prende spunto dal confronto con tale immagine e vuole creare un dialogo con i suoi elementi costitutivi. Per far questo si è tenuto conto di due elementi naturali che fanno rispettivamente da sfondo e da scena a Bratislava: la collina e il fiume, che oggi però risultano slegati dall’immagine della città. Si è pensato dunque di ridonare una immagine unitaria della città attraverso la connessione dei due elementi, tramite un’accurata scelta dei materiali e tramite la messa in valore di alcuni monumenti che fungono da trait d’union lungo il nuovo percorso.

GEOGRAFIE URBANE
72 CAMPUS UNIVERSITARIO
Hanoi, Vietnam
Il Campus è inteso come una rete di diversi sistemi interconnessi: cultura, architettura, infrastrutture, paesaggio e ambiente. La scelta progettuale si basa su un sistema bipolare: da un lato una città universitaria come tessuto urbano, dall’altro un paesaggio come sistema avvolgente ed ecologicamente efficiente. Il parco valorizza e interpreta il sito e il suo contesto, trasformando il territorio acquitrinoso in un paesaggio caratterizzato da sistemi boschivi naturali, aree verdi attrezzate, bacini d’acqua per le attività sportive e una serie di canali di drenaggio. Il Campus si contraddistingue per la forte vocazione paesistica; architetture, piazze, percorsi, linee e specchi d’acqua, spazi verdi disegnati e naturali, sono fortemente integrati e interconnessi creando uno spazio continuo che si evolve nel tempo, garantendo sempre elevati standard di vivibilità e comfort ed è pedestrian oriented.

76 COMPLESSO TURISTICO
Jeddah, Arabia Saudita
L’eccezionalità del sito, il rapporto di grande fascino tra mare e deserto, il suo legame con le tradizioni e la storia dell’Arabia Saudita sono stati elementi ispiratori del progetto che nasce dalla volontà di unire elementi primari, il mare e la terra, le rocce e l’acqua, in un insieme fortemente simbolico e rappresentativo, capace di procurare agli ospiti e ai visitatori un’esperienza unica e un’occasione di conoscenza della ricchezza della cultura e del paesaggio arabo.

80 CIMITERO DI FRASCATI
Frascati, Italy
Reinterpretando il luogo originario, il progetto s’integra con l’ambiente naturale dando origine a una struttura
che, percorribile su più livelli, si trasforma in un giardino dove la natura e l’artificio s’integrano fino a sovrapporsi e diluirsi l’uno nell’altro. Il cimitero, che riprende l’idea delle sepolture semi-ipogee, è organizzato attraverso corti che rappresentano la struttura di raccordo tra la traccia del nuovo impianto ed il cimitero esistente e sono tra loro morfologicamente diverse, tutte introverse. Esse rappresentano una sorta di filtro, un’area di mediazione che si adattano così al carattere del luogo ed alle motivazioni che inducono a visitarlo.

84 CHIESA SANT’IGNAZIO DA LACONI
Olbia, Italia
Il progetto per il Complesso Parrocchiale ad Olbia si fonda su un’idea che ha un duplice scopo, da un lato legare il complesso al paesaggio e alle tradizioni, in forma di dialogo e non di mimesi, dall’altro costituirsi nel tempo come nuova centralità urbana. L’impianto del complesso s’incentra sulla Chiesa che ne diviene il fulcro, con una copertura che, elevandosi verso il cielo, rende il complesso ben riconoscibile. Le opere parrocchiali delimitano l’invaso spaziale creando uno spazio urbano interessante che conduce al sagrato e alla facciata scultoria.

INTERSEZIONI
88 CIMITERO PIANURA
Napoli, Italia
Il progetto si organizza come ideale prosecuzione dell’impianto ottocentesco del cimitero esistente, prevedendo, oltre ai campi di inumazione e a un’area destinata alle cappelle funerarie, una corte chiusa definita dall’edificio per le tumulazioni e una aperta verso il cimitero esistente su cui affacciano due grandi edifici ad L. L’impianto è caratterizzato da fronti leggeri e trasparenti e sfrutta i due orientamenti per il trattamento interno della luce: le facciate sono infatti definite da un’alternanza di pieni e vuoti che divengono veri e propri elementi filtro fra interno ed esterno.

90 SPAZI PUBBLICI E CENTRO SERVIZI
Monte San Giovanni Campano (FR), Italia
L’immagine di riferimento per il progetto di questo centro servizi a Monte San Giovanni Campano in provincia di Frosinone è quella simbolica di un piccolo organismo urbano, che di volta in volta ha le sue rispondenze con il disegno planimetrico e con lo “skyline” della risalita al centro storico. L’intervento per il Centro Servizi ha un disegno unitario legato fortemente alla filosofia, immagine e materiali del progetto di riqualificazione di parte del centro storico per costituire un vero e proprio sistema urbano integrato in grado di valorizzare e arricchire il carattere paesaggistico.

92 VIA SPARANO
Bari, Italia
Il progetto di via Sparano si inserisce in una visione della città come grande spazio da restituire alla funzione pubblica e all’attraversamento come esperienza conoscitiva e creativa, come occasione di incontro e di relazione. L’intera sequenza dell’asse che collega piazza Aldo Moro alla città vecchia lungo via Sparano, conferisce al percorso un ritmo, progettando una sorta di partitura fatta di tessiture, pause, accelerazioni e aree tematiche. Pensata come un vero e proprio centro catalizzatore capace di valorizzare con la sua nuova identità tutta la città, luogo in bilico tra interno-esterno, via Sparano coniuga le diverse anime dell’attraversare e dello stare, del commercio e dell’arte, della tradizione e dell’innovazione.

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